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Citazioni filosofiche selezionate dal Bostro

Autori:

Anassimandro
Arthur Schopenhauer
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Donald Davidson
Emanuele Severino
Emil Cioran
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Anassimandro, "-"
Onde è la nascita per le cose che esistono, lì si compie anche la loro dissoluzione secondo necessità.

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Arthur Schopenhauer, "-"
Quanto più uno possiede in se stesso, di tanto meno egli necessita del mondo esterno. Ecco perché la superiorità dello spirito rende poco socievoli

Arthur Schopenhauer, "-"
Io so bene che mi sentirò ripetere che la mia filosofia è disperata; ma solo perché io parlo secondo verità, e gli uomini vogliono sentire invece le lodi di Dio che ha ordinato il tutto secondo il meglio. Ma allora andate in chiesa e lasciate i filosofi in pace.

Arthur Schopenhauer, "Aforismi sulla saggezza del vivere"
Per quanto l'amicizia, l'amore e il matrimonio uniscano gli uomini strettamente, in fondo ciascuno è interamente onesto soltanto con se stesso.

Arthur Schopenhauer, "Aforismi sulla saggezza del vivere"
All'uomo intellettualmente dotato la solitudine offre due vantaggi: prima di tutto quello di essere con sé stesso e, in secondo luogo, quello di non essere con gli altri.

Arthur Schopenhauer, "Il mondo come volontà e rappresentazione"
Ora, è difficilissimo raggiungere e menare a compimento alcunché: a ogni novero proposito contrastano difficoltà e fatiche senza fine, e a ogni passo si accumulano gli ostacoli. Quando poi finalmente tutto è superato e raggiunto, nient'altro ci si può guadagnare, se non d'essere liberati da una sofferenza, o da un desiderio: quindi ci si trova come prima del loro inizio, e non meglio. Direttamente dato è a noi sempre il solo bisogno, ossia il dolore. Invece l'appagamento e il piacere non li possiamo conoscere che mediatamente, per ricordar la passata sofferenza e privazione, venuta meno all'apparire di quelli.

Arthur Schopenhauer, "Il mondo come volontà e rappresentazione"
L'uomo, come la più compiuta oggettivazione [... della ...] volontà, è per conseguenza anche il più bisognoso di tutti gli esseri: è in tutto e per tutto un volere, un abbisognare reso concreto, è il concremento di mille bisogni. Con questi egli sta sulla terra, abbandonato a se stesso, incerto di tutto fuor che della propria penuria e delle proprie necessità: l'ansia per la conservazione di quell'esistenza, fra tante sì gravi e ogni giorno rinnovantisi esigenze, riempe di regola l'intera vita umana. Vi si collega immediatamente la seconda imperiosa brama, quella di continuare la specie. In pari tempo minacciano l'uomo da ogni parte i più svariati pericoli, per isfuggire ai quali occorre permanente vigilanza. Con cauto passo, e ansiosamente spiando intorno, va egli per la sua via, perché mille accidenti e mille nemici lo insidiano.

Arthur Schopenhauer, "Il Mondo come Volontà e Rappresentazione"
Il nucleo e lo spirito più profondo del cristianesimo è identico a quello del bramanesimo e del buddismo: tutti insegnano la grave colpa della razza umana causata dalla sua semplice esistenza.

Arthur Schopenhauer, "Il mondo come volontà e rappresentazione"
Noi vogliamo piuttosto liberamente dichiarare: quel che rimane dopo la soppressione completa della volontà è invero, per tutti coloro che della volontà ancora son pieni, il nulla. Ma viceversa per gli altri, in cui la volontà si è rivolta da se stessa e rinnegata, questo nostro universo tanto reale, con tutti i suoi soli e le sue vie lattee, è - il nulla.

Carl Gustav Jung, "-"
Non posso credere in ciò che non conosco, e non ho bisogno di credere in ciò che conosco.

Donald Davidson, "Comunicazione e convenzione"
L’elemento convenzionale del linguaggio, se mai ce n’è uno, è il fatto che le persone tendono a parlare in modo molto simile ai loro vicini di casa. Ma indicando questo elemento […] non spieghiamo altro che la presenza di una convergenza; non delucidiamo affatto la natura essenziale delle abilità che in tal modo vengono a convergere.

Donald Davidson, "Eventi mentali e azioni umane"
Il punto non è se il computer possa avere pensieri, ma che per avere un solo pensiero, una credenza, un desiderio, esso deve avere un numero enorme di altri pensieri e desideri. Credenze e desideri possono esistere soltanto all’interno di un ricchissimo sistema concettuale; e, finora, gli unici sistemi che si dimostrano capaci di tale complessità e ricchezza concettuale, sono i sistemi costituiti dagli esseri umani

Donald Davidson, "La credenza e la base del significato"
Per comprendere i proferimenti ed il comportamento degli altri - anche il comportamento più abnorme - dobbiamo ravvisare in essi una buona dose di ragione e di verità.

Donald Davidson, "La credenza e la base del significato"
Volendo, possiamo anche affermare che nell’interprete c’è un meccanismo che corrisponde alla teoria. Se questo vuol dire solamente che esiste qualche meccanismo che svolge tale funzione, non si vede come l’affermazione possa essere falsa.

Donald Davidson, "Sull'idea stessa di schema concettuale"
Non c’è nulla - non c’é una cosa - che renda veri gli enunciati o le teorie: non l’esperienza, né le irritazioni di superficie, né il mondo.

Donald Davidson, "Verità e interpretazione (Introduzione)"
Applicato in questo modo, [il Principio di Carità] ci raccomanda di privilegiare in linea di massima le teorie dell’interpretazione che minimizzano il disaccordo.

Emanuele Severino, "(lezioni universitarie 97/98)"
Perchè non violare un dio che si lascia violare?

Emanuele Severino, "Che cosa fanno oggi i filosofi?"
Che parlando ci s'intenda, questo non è mai qualcosa di garantito.

Emanuele Severino, "Il Parricidio Mancato"
Il grido. Sta all'inizio della vita dell'uomo sulla terra. Il grido di caccia, di guerra, d'amore, di terrore, di gioia, di dolore, di morte. Ma anche gli animali gridano; e per l'uomo primitivo grida anche il vento e la terra, la nube e il mare, l'albero, la pietra, il fiume. Ma solo l'uomo si raccoglie attorno al proprio grido, in assenza degli eventi che l'hanno provocato.

Emanuele Severino, "Il Parricidio Mancato"
La musica è la casa natale della parola, ma solo le parole che in questa casa vengono alla luce la riconoscono come la loro casa natale e come la rievocazione del grido.

Emil Cioran, "Al Culmine della Disperazione"
Detesto in Gesù tutto ciò che è sermone, morale, concetto e certezza. [...] Amo in lui gli istanti d'incertezza e di rimpianto - i momenti davvero tragici della sua esistenza, che comunque non mi sembrano neppure i più interessanti né i più dolorosi in assoluto. Perché se si potesse misurare la sofferenza, quanti non avrebbero più diritto di lui a ritenersi figli di Dio! Non tutti i suoi figli muoiono per forza sulla croce, in una morte geometrica e verticale.

Emil Cioran, "Al Culmine della Disperazione"
Tutta la morale non aspira che a fare di questa vita una somma di occasioni perdute.

Emil Cioran, "Al Culmine della Disperazione"
La cosa più grave è che la premessa fondamentale di questo ideale, secondo cui il mondo è come dovrebbe essere, non regge alla più elementare delle analisi: il mondo avrebbe dovuto essere qualunque cosa, tranne ciò che è.

Emil Cioran, "Il Funesto Demiurgo"
Se l'umanità vuole salvarsi, deve rientrare nei propri limiti naturali mediante il ritorno all'ignoranza, vero segno di redenzione.

Emil Cioran, "Il Funesto Demiurgo"
Non si è predisposti, si è destinati al suicidio, vi si è votati prima d'una qualsiasi delusione [...]
Vi sono notti in cui l'avvenire si abolisce, e di tutti i suoi momenti sussiste soltanto quello che sceglieremo per non pi essere.

Emil Cioran, "Il Funesto Demiurgo"
La mia memoria accumula orizzonti crollati.

Emil Cioran, "Il Funesto Demiurgo"
Il suicidio è un compimento brusco, una liberazione folgorante: il nirvana mediante la violenza.

Emil Cioran, "Il Funesto Demiurgo"
Perseverare è consentire alla propria decadenza.

Emil Cioran, "Il Funesto Demiurgo"
Non ci si uccide, come comunemente si pensa, in un accesso di demenza, ma in un accesso di intollerabile lucidità, in un parossismo che, se vogliamo, può essere assimilato alla follia. [...] L'atto si fonde allora con l'ultimo soprassalto dello spirito che riprende se stesso e che prima di annientarsi raccoglie tutte le sue forze, tutte le sue facoltà. Sulla soglia della disfatta estrema, prova a se stesso di non essere interamente perduto. E si perde - in piena, in istantanea padronanza di tutti i propri mezzi.

Emil Cioran, "Il Funesto Demiurgo"
Nessuno, che non l'abbia mai provato, può immaginare il conforto che vi dà un animale quando viene a tenervi compagnia, se gli dèi vi hanno voltato le spalle.


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