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IL MOTTO DEL MOMENTO: L'avverto, signor giudice. Dopo questo interrogatorio lei diventerà una celebrità. Ma cercheranno di distruggerla fisicamente e professionalmente. E con me faranno lo stesso. Non dimentichi che il conto che ha aperto con Cosa Nostra non si chiuderà mai. È sempre del parere di interrogarmi?

Sessione di pesca del 05/07/2017


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Dopo aver passato due ore a camminare per il Taglio e il Corno, il tutto senza neanche vedere l'ombra di una pinna, io e Betta siamo andati ad Ariis.
Sessione di pesca del 05/07/2017

Sessione di Pesca 07/05/2017

E' domenica. Si parte per la pesca.
Premessa: ho fatto la licenza non perché mi piaccia il pesce. In quel caso lo andrei a comprare al supermercato, che senso ha sfacchinare tutto il giorno nel fango per 30cm di trota? Che poi tra licenza, minuteria, vestiario, e tempo perso non è che sia proprio economica la cosa...
Ho fatto la licenza per mettermi a camminare lungo un fiume lontano dalla gente e avere un qualche tipo di "meta" da raggiungere.
Se avete letto il racconto "Grande Fiume dai due Cuori" di Ernest Hemingway (e vi è piaciuto tantissimo, io ne sono innamorato) potrete capirmi. Altrimenti chi se ne fotte.
Fatta questa premessa, sappiate che a camminare per fiume è difficile, raro, quasi impossibile beccare del pesce.
Non ce n'è. Punto.
Non sto a scendere nei motivi, sono un pescatore "giovane" e non voglio, né me ne frega, scendere in discorsi di gestione della fauna da parte delle autorità competenti.
Mi è capitato di uscire con amici pescatori di lunga data e mi hanno portato, a volte, in "vasche da bagno", come le chiamo io. Bacinetti d'acqua in cui, per soffiate varie, sapevano che c'era del pesce. In quei casi ti senti un po' un pirla perché ti ritrovi in spazi ristretti a lottare con altri pescatori tutti nello stesso posto.
Che senso ha?
Be, il senso ce l'ha.
Io ho iniziato da poco, e posso ancora permettermi di camminare per ore e ore senza pescare nulla. Il gioco è ancora divertente. Chiaro è invece che, dopo anni e anni così, alla fine l'emozione di sentire la beccata, di ferrare, e infine di tirare a riva un pesce la vuoi anche sentire. E magari ogni tanto vuoi anche tornare a casa con due trote da mettere sulla griglia che saranno buone come le torte fatte in casa, come ogni cosa fatta in proprio. In questi casi è normale andare a pescare in quei posti dove sai che c'è il pesce, ma sai anche che ci saranno altri pescatori e il tuo ideale di libertà sarà molto poco libero...
A me il pesce non piace molto.
Né mi piace la gente, quella anzi mi piace ancora meno.
Passo ogni settimana, tutta la settimana, ad aver a che fare con la gente.
Ritrovarmi la domenica a camminare in un fiume tra nutrie, picchi, martin pescatori e zanzare e serpenti non ha assolutamente prezzo, per me.
Ma lo ammetto che non sono normale, e ogni tanto mi devo piegare.
Così mi è successo questa domenica.
Dopo aver passato due ore a camminare per il Taglio e il Corno, e il giorno prima tre ore a camminare da Codroipo a Romans, il tutto senza neanche vedere l'ombra di una pinna... a me e a Betta è venuto quasi l'esaurimento. Lei voleva tirare su un pesce, io volevo almeno avere la certezza che il pesce c'era.
Così dopo qualche fetta di soppressa con la lingua, del formaggio Bastardo, e due spritz neri, siamo andati sotto al ponte di Ariis.
In passati avevamo avuto molte delusioni e io continuavo a dirle "Lì hanno già pescato tutto".
Siamo arrivati e già c'erano due o tre pescatori.
In 10 minuti io, tra lo stupore dei presenti, ho preso una trota! E' stato emozionante: sentirla beccare, poi ferrare e cominciare a riprendere filo per non farla scappare e infine tirarla su col guadino con la Betta tutta contenta.
Poco dopo ne ho presa un'altra: era grossissima, e l'ho presa in faccia a due teste di cazzo che eranoo lì da ore, peccato che una volta quasi portata a riva tra le alghe con un salto si è liberata e l'ho persa. Peccato, era veramente bella.
Ma io ho cominciato a schiacciare l'ardiglione degli ami, per poterle liberare subito dopo prese, e questo fa si che se non sto attento possono liberarsi da sole.
Un gran nervoso ma pazienza, continuerò a schiacciare l'ardiglione comunque, sappiatelo.
La Betta però era tutta triste perché lei non aveva preso niente, siamo stati lì a lungo e tranne un verme tutto mangiato niente da fare.
Alla fine abbiamo finito vermi. Lei ha iniziato a tirare col cucchiaino e ha tirato su una Scardola, ributtata in acqua.
La sua delusione aumentava ogni minuto.
Delusione che io ovviamente incrementavo prendendola in giro!
ALla fine abbiamo mollato, richiuse le canne stavamo tornando alla moto quando dal parcheggio lei ha visto una trota in acqua, ha aperto la canna, lanciato, e in due lanci l'ha presa! Una cosa incredibile, quasi assurda!
Alla faccia di quei due coglioni, padre e figlio, che non hanno preso una fava in tutto il pomeriggio e il perché fossero coglioni lo sappiamo bene io e Betta.


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